Giugno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La first lady è scomparsa / James Patterson e Brendan DuBois. – Milano, Longanesi, 2020 (2 copie)

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Un segreto capace di far crollare una nazione. Uno scandalo che si trasforma in un incubo. Un nuovo, straordinario stand alone dal maestro incontrastato del thriller. Il presidente degli Stati Uniti, Harrison Tucker, è al centro di una tempesta mediatica. La sua relazione extraconiugale è stata svelata ed è diventata di pubblico dominio. Per non alimentare lo scandalo e non gettare al vento gli sforzi impiegati per la campagna di rielezione, Tucker ha bisogno di sua moglie e del suo appoggio. Ma Grace Tucker è stanca dei trucchi del marito. Dopo anni di compromessi, promesse non mantenute, inganni e tradimenti, Grace non vuole arrendersi e decide di fuggire dalla città e dai suoi agenti, di sparire dai radar. Di scappare. Sally Grissom è uno degli agenti segreti che vegliano sulla sicurezza del presidente. Quando viene convocata per una riunione riservata nello Studio Ovale, capisce subito che qualcosa è andato storto. È lei che, nel più totale silenzio, dovrà aprire le indagini per ritrovare Grace Tucker. È lei che dovrà capire quale segreto oscuro si cela in realtà dietro la sparizione. E dovrà farlo prima che per tutti sia troppo tardi.

James Patterson è uno dei più grandi fenomeni editoriali dei nostri giorni. Ha venduto oltre 400 milioni di copie finendo nel Guinness dei primati come unico autore al mondo a occupare per 59 volte il primo posto della Bestseller List del New York Times. È il creatore di personaggi famosissimi della narrativa di suspense come Alex Cross, il profiler cacciatore di serial killer, le «donne del club omicidi» e i ragazzi della serie di Maximum Ride.

Brendan DuBois. Nato nel 1959 a Dover, New Hampshire, si è laureato in Inglese nel 1982 all’Università del New Hampshire. Dopo aver lavorato per tre anni come giornalista per quotidiani locali, ha lavorato nel settore tecnologico e delle comunicazioni come redattore di testi.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Fiore di Roccia / romanzo di Ilaria Tuti. – Milano, Longanesi, 2020

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«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche i villaggi, mille metri più giù. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame. Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riem­piono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore. Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione. Risaliamo per ore, nella neve fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. I cecchini nemici – diavoli bianchi, li chiamano – ci tengono sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre saliamo con gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i ’fiori di roccia’. Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire. Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.»

Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.

Ilaria Tuti vive a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Il thriller Fiori sopra l’inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d’esordio. Il secondo romanzo, Ninfa dormiente, è del 2019 e sempre edito da Longanesi. Entrambi vedono come protagonisti il commissario Teresa Battaglia, uno straordinario personaggio che ha conquistato editori e lettori in tutto il mondo, e soprattutto la terra natia dell’autrice, la sua storia, i suoi misteri. Con Fiore di roccia, e attraverso la voce di Agata Primus, Ilaria Tuti celebra un vero e proprio atto d’amore per le sue montagne, dando vita a una storia profonda e autentica, illuminata dalla sensibilità di un’autrice matura e generosa.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutta la vita che vuoi / Enrico Galiano. – Milano, Garzanti, 2020

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Un solo attimo può contenere tutta la forza dell’infinito.

Tre ragazzi. Ventiquattr’ore. Una macchina rubata. Una fuga. Una promessa. Perché ci sono attimi che contengono la forza di una vita intera. Così intensi da sembrare infiniti. È un susseguirsi di quei momenti che Filippo Maria vive il giorno in cui, per la prima volta, riesce a rispondere a tono al professore di fisica che lo umilia da sempre. Appena fuggito da scuola vuole solo raggiungere Giorgio, il suo migliore amico che, immobile di fronte a una chiesa, si chiede perché non sia ancora riuscito a piangere al funerale del fratello. Poco dopo incontrano una ragazza che corre a perdifiato: è Clo. Basta uno scambio di sguardi e i tre si capiscono, si riconoscono, si scelgono. La voglia di vivere e di cambiare che hanno dentro è palpabile, impressa nei loro volti. Si scambiano una promessa: ognuno di loro farà quell’unica fondamentale cosa che, di lì a vent’anni, si pentirebbe di non aver fatto. Anzi, lo faranno insieme: Clo sa come aiutarli. Basta scrivere su un biglietto cosa li renderebbe felici. Lei ne ha uno zaino pieno, di motivi per cui vale la pena vivere: le nuvole quando sembrano panna o l’odore della carta di un libro… Ora spetta a Giorgio e Filippo trovare il loro motivo speciale per cominciare a vivere senza forse, senza dubbi, senza incertezze. Ma non sempre chi ci è accanto è sincero del tutto. Clo non riesce a condividere con loro la sua più grande speranza per il futuro. Perché a diciassette anni è difficile lasciarsi guardare dentro e credere che esista qualcuno pronto ad ascoltare i segreti che non siamo pronti a rivelare. Per farlo non bisogna temere che la felicità arrivi per davvero e afferrarla.

L’esordio di Enrico Galiano, Eppure cadiamo felici, è stato il libro rivelazione del 2017: dopo aver dominato le classifiche è ora in corso di pubblicazione in diversi paesi europei e ne sono stati acquisiti i diritti cinematografici. Il plauso di stampa e lettori è stato unanime e l’autore è sempre più un «professore celebrità» in rete. Nel suo nuovo romanzo i tre protagonisti parlano di loro stessi, delle loro paure, delle loro speranze e imparano che per sentirsi vivi c’è solo una cosa da fare: mettersi in gioco, rischiare qualcosa di vero.

Enrico Galiano è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per il mondo con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore. Il suo romanzo d’esordio, Eppure cadiamo felici, in corso di traduzione in tutta Europa, è stato il libro rivelazione del 2017 e ha vinto il Premio internazionale Città di Como come migliore opera prima e il Premio cultura mediterranea. Con Garzanti ha pubblicato anche Tutta la vita che vuoi (2018), Più forte di ogni addio (2019), Dormi stanotte sul mio cuore (2020) e il libro illustrato Basta un attimo per tornare bambini (2019) in collaborazione con Sara Di Francescantonio.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dormi stanotte sul mio cuore / Enrico Galiano. – Milano, Garzanti, 2020

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«Enrico Galiano sa guardare in fondo al cuore degli adolescenti.» (Io Donna – Cristina Lacava)
«I suoi libri finiscono sempre in classifica.» (Robinsonla Repubblica – Ilaria Zaffiro)
«Un autore tradotto in tutta Europa.» (Elle)

 Ricordati di fare ciò che ti fa sentire vivo.

 Mia sa che può sempre contare su Margherita, la sua maestra delle elementari che, negli anni, è diventata anche la sua migliore amica. Nello strambo quaderno che custodisce in un cassetto di casa ci sono scritte tante piccole meraviglie, che sono anche tante grandi risposte. È lei a spiegarle che il cuore di una tartaruga batte sei volte al minuto, quello di un colibrì seicento. E che ogni cuore, quindi, segue il suo tempo. Ma c’è una domanda a cui Margherita non sa rispondere: «Perché Fede è andato via?». Fede è il ragazzo che la famiglia di Mia ha preso in affido. Fede non voleva parlare con nessuno, ma ha scelto lei come unica confidente. Fede, con i testi delle canzoni, le ha insegnato cose che lei non ha mai saputo. Fede l’ha stretta nel primo abbraccio in cui si è sentita al sicuro e davvero felice. Fede l’ha ascoltata e capita come nessuno mai. Da quando non ha più sue notizie, Mia non riesce ad avvicinarsi alle persone, non riesce nemmeno a sfiorarle. Mentre il mondo e la storia si inseguono e si intrecciano, lei si è chiusa in un guscio più duro dell’acciaio. E non vuole più uscire.
Ma se non si affronta un nemico, il rischio è che diventi sempre più forte, persino invincibile. Se non si va oltre l’apparenza non si conosce la realtà. Anche se provare a farlo è un’enorme fatica; anche se ci vuole molto tempo. Perché, come dice Margherita, ogni cuore ha la sua velocità: non importa chi arriva primo, basta godersi la strada verso il traguardo.

Torna il professore che è dalla parte dei ragazzi e amato dai genitori. Il professore che dà voce a un’intera generazione di adolescenti. Per la stampa e la televisione è una figura di riferimento. Dopo i bestseller Eppure cadiamo felici, Tutta la vita che vuoi e Più forte di ogni addio, un nuovo libro pronto a lasciare il segno. Bisogna fidarsi dell’istinto e credere al proprio cuore. Ovunque ci conduca, vale la pena di seguirlo.

Enrico Galiano è nato a Pordenone nel 1977. Insegnante in una scuola di periferia, ha creato la webserie Cose da prof, che ha superato i venti milioni di visualizzazioni su Facebook. Ha dato il via al movimento dei #poeteppisti, flashmob di studenti che imbrattano le città di poesie. Nel 2015 è stato inserito nella lista dei 100 migliori insegnanti d’Italia dal sito Masterprof.it. Il segreto di un buon insegnante per lui è: «Non ti ascoltano, se tu per primo non li ascolti». Ogni tanto prende la sua bicicletta e se ne va in giro per il mondo con uno zaino, una penna e tanta voglia di stupore. Il suo romanzo d’esordio, Eppure cadiamo felici, in corso di traduzione in tutta Europa, è stato il libro rivelazione del 2017 e ha vinto il Premio internazionale Città di Como come migliore opera prima e il Premio cultura mediterranea. Con Garzanti ha pubblicato anche Tutta la vita che vuoi (2018), Più forte di ogni addio (2019), Dormi stanotte sul mio cuore (2020) e il libro illustrato Basta un attimo per tornare bambini (2019) in collaborazione con Sara Di Francescantonio.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le ragazze non devono parlare / Mary Higgins Clark. – Milano, Sperling & Kupfer, 2020

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Un’instancabile giornalista investigativa, un misterioso caso di molestie sessuali: qualcuno non vuole che la verità venga a galla… Quando la giornalista d’inchiesta Gina Kane riceve una misteriosa email in cui viene accusata REL News, rete televisiva tra le più quotate d’America, capisce subito di dover indagare su questa storia. A spedirgliela è una giovane ex dipendente, Cathy Ryan, che sostiene di aver subito abusi sessuali da uno dei suoi superiori e pare non essere stata l’unica. Gina non riuscirà mai a incontrare Cathy, che, poche settimane dopo, rimane vittima di un tragico incidente. Il suo istinto infallibile, però, le dice che questa vicenda è solo la punta di un gigantesco iceberg.
Per la celebre emittente televisiva è un momento delicatissimo: l’azienda ha avviato le procedure per la quotazione in borsa e non può permettersi alcuno scandalo. Così i vertici di REL affidano al loro avvocato, Michael Carter, il compito di risolvere la questione, offrendo alle vittime un risarcimento in denaro in cambio del silenzio. Man mano che emergono nuove accuse, i tentativi di impedire che la storia venga a galla devono fare i conti con la determinazione di Gina a scoprire la verità: la morte di Cathy è stata davvero un incidente? Quante altre donne sono coinvolte? Chi sono i responsabili? Quando un’altra ex dipendente viene trovata senza vita, la giornalista si rende conto che qualcuno sta facendo di tutto per proteggere la reputazione di un predatore sessuale. Contro la macchina da guerra architettata dall’azienda, c’è solo un’arma con cui difendersi: la verità.
L’ultimo romanzo di Mary Higgins Clark, recentemente scomparsa, è un thriller incalzante e avvincente, una storia quanto mai attuale nell’era del MeToo. Dalla parte delle donne e della giustizia.

Mary Higgins Clark è nata e cresciuta a New York (nel Bronx) nel 1927. Di origini irlandesi, è nota in tutto il mondo come la «regina del giallo americano». Mary Theresa Eleanor Higgins Clark ha raccontato di essersi «ammalata di scrittura» all’età di 7 anni, essendo gli irlandesi spesso «narratori nati». La sua vita è stata segnata da una serie di tragedie personali: a 11 morì il padre e a 15 anni dovette andare a lavorare per aiutare a mantenere la famiglia; sposata a Warren Clark, restò vedova a 35 anni. Dopo diversi rifiuti, nel 1975 riuscì a pubblicare il suo primo libro, Dove sono i bambini, diventato presto un libro molto amato. È stata autrice di numerosissimi bestseller, in Italia editi da Sperling & Kupfer, come Un colpo al cuore (2008), La culla vuota (2008), La figlia prediletta (2009), Dimmi dove sei (2009), Due bambine in blu (2010), e dell’autobiografia Una luce nella notte (2006). Ha firmato cinque mystery assieme alla figlia Carol. Ex presidente della Mystery Writers of America, ha diviso il tempo tra l’attività di scrittrice e quella di nonna di molti nipoti. Ha inoltre vinto il Premio Agatha Christie alla carriera. Nel 2017 è uscito La sposa era vestita di bianco, scritto a quattro mani con Alafair Burke, e nel 2019 Sperling & Kupfer ha tradotto L’ultimo ballo e un secondo romanzo – Non chiudere gli occhi -, ancora scritto con Alafair Burke, figlia del celebre scrittore James Lee Burke. La notizia della sua scomparsa è stata data «con grande tristezza» dal suo editore Carolyn K. Reidy, AD di Simon & Schuster, specificando che l’autrice di decine di bestseller si è spenta il 31 gennaio 2020 in Florida per “complicazioni legate all’età anziana”.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ultima storia / John Grisham. – Milano, A. Mondadori, 2020

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 È piena estate e a Camino Island sta per abbattersi un uragano di proporzioni allarmanti. Il governatore della Florida ordina a tutti gli abitanti l’immediata evacuazione dell’isola. La maggior parte fugge sulla terraferma, ma Bruce Cable, noto libraio e collezionista di libri antichi, nonché animatore della vita culturale dell’isola, decide di rimanere sul posto. Come previsto, l’uragano devasta ogni cosa, abbattendo alberi e danneggiando gravemente abitazioni, alberghi e negozi, e purtroppo ci sono delle vittime. Tra queste Nelson Kerr, un noto scrittore di thriller amico di Bruce. Ma la furia della tempesta non sembra essere stata la causa della sua morte. I numerosi colpi alla testa farebbero pensare a ben altro. Chi può aver voluto Nelson morto? La polizia locale non è solita occuparsi di omicidi, meno che mai in un momento di emergenza come questo, e Bruce inizia la sua personale indagine. E se la morte dell’amico fosse legata in qualche modo ai suoi romanzi, e soprattutto all’ultimo romanzo, ancora inedito e custodito nel suo computer? Quello che Bruce scoprirà è molto più sconvolgente dei colpi di scena delle storie di Nelson Kerr.

L’ultima storia segna l’avvincente ritorno di John Grisham al mystery, dopo il felice esordio de Il caso Fitzgerald, che ancora una volta trascina il lettore in una nuova e appassionante avventura.

John Grisham è uno scrittore statunitense. Laureatosi in legge, per anni è stato avvocato penalista. Ha ricoperto incarichi politici come membro della Mississippi House of Representatives. Con il romanzo Il socio (Mondadori 1992, adattato per il cinema nel 1993 da Sydney Pollack), ha rinnovato le fortune del genere legal-thriller, o più precisamente del courtroom-thriller, cioè il romanzo giallo d’ambientazione giudiziaria. A questa formula l’autore è rimasto fedele anche nei molti romanzi successivi, spesso all’origine di popolari film: Il rapporto Pelican  (1992), la cui versione cinematografica venne realizzata nel 1993 da Alan J. Pakula; Il momento di uccidere (1992); L’uomo della pioggia (1995), portato sullo schermo nel 1997 da Francis Ford Coppola; La giuria (1996); Il partner (1997). Tra i romanzi pubblicati recentemente in Italia si ricordano: Il professionista (2007), Io confesso (2010), I contendenti (2011), The Racketeer (2013), I segrety di Gray Mountain (2014), Theodore Boone. Il fuggitivo, L’avvocato canaglia (entrambi del 2015), L’informatore (2016), Il cliente (2016), Il caso Fitzgerald (2017), La grande truffa (2018), La resa dei conti (2018), L’avvocato degli innocenti (2019) e L’ultima storia (2020). L’editore italiano di riferimento è Mondadori. Nel 2002 vince il prestigioso Raymond Chandler Award, il premio letterario istituito da Irene Bignardi nel 1996 in collaborazione con il Raymond Chandler Estate dedicato alla scrittura noir che ogni anno laurea un maestro del genere.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ali d’argento / Camilla Läckberg. – Venezia, Marsilio, 2020

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Grazie a un piano raffinato e crudele, Faye si è lasciata alle spalle il tradimento e le umiliazioni inflitte dall’ormai ex marito Jack e sembra aver ripreso in mano le redini della propria esistenza: è una donna autonoma, si è rifatta una vita all’estero, Jack è in prigione e la società da lei fondata, la Revenge, va a gonfie vele. Ma nuove sfide potrebbero incrinare la sua serenità così faticosamente conquistata. Sull’azienda e sul lancio del marchio Revenge negli Stati Uniti pesa una grave minaccia, tanto che Faye è costretta a rientrare a Stoccolma. Non può e non vuole rischiare di perdere tutto quello per cui ha tanto lottato. Questa volta, però, la determinazione non basta, e per risorgere dalle ceneri e riprendere il controllo della situazione ci vuole un piano ancora più diabolico. Così, con l’aiuto di un gruppo sceltissimo di donne, Faye torna a combattere per difendere ciò che è suo, e per proteggere se stessa e i propri cari.

Jean Edith Camilla Läckberg Eriksson è cresciuta a Fjällbacka, un paese sulla costa ovest della Svezia dove ambienta preferibilmente le sue storie e dove visse anche Ingrid Bergman.
Prima di diventare una delle più celebri e vendute autrici di polizieschi della Svezia, ha lavorato per diversi anni nel marketing. Oggi, madre di due figli, vive a Stoccolma dove continua a scrivere la sua fortunata serie tradotta in moltissimi paesi, che ha venduto finora nel mondo più di sei milioni di copie.
Dal primo episodio della serie (La principessa di ghiaccio, scritto nel 2002 ed edito in Italia da Marsilio nel 2010), vincitore in Francia del Grand Prix de Littérature Policière, viene realizzato un film, il primo di una serie di successo in Svezia. Tra gli altri titoli: PredikantenIl predicatore (2004, edito in Italia da Marsilio nel 2010), StenhuggarenLo scalpellino (2005, edito da Marsilio nel 2011), OlycksfågelnL’uccello del malaugurio (2006, Marsilio 2012), TyskungenIl bambino segreto (2007, Marsilio 2013), SjöjungfrunThe Mermaid (2008), Fyrvaktaren – Il guardiano del faro (2009, Marsilio 2014), Il segreto degli angeli (Marsilio, 2015), Tempesta di neve e profumo di mandorle (Marsilio, 2015), Il domatore di leoni (Marsilio, 2016) e Ali d’argento (Marsilio, 2020).

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una lettera per Sara / Maurizio De Giovanni. Milano, Rizzoli, 2020

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Torna Sara Morozzi, la donna invisibile di Maurizio de Giovanni che indaga sui misteri d’Italia.

«Con Sara Morozzi Maurizio de Giovanni riscrive al femminile il noir italiano» – la Repubblica

Mentre una timida primavera si affaccia sulla città, i fantasmi del passato tornano a regolare conti rimasti in sospeso, come colpi di coda di un inverno ostinato. Che aprile sia il più crudele dei mesi, l’ispettore Davide Pardo, a cui non ne va bene una, lo scopre una mattina al bancone del solito bar, trovandosi davanti il vicecommissario Angelo Fusco. Afflitto e fiaccato nel fisico, il vecchio superiore di Davide assomiglia proprio a uno spettro. È riapparso dall’ombra di giorni lontani perché vuole un favore. Antonino Lombardo, un detenuto che sta morendo, ha chiesto di incontrarlo e lui deve ottenere un colloquio. La procedura non è per niente ortodossa, il rito del caffè delle undici è andato in malora: così ci sono tutti gli estremi per tergiversare. E infatti Pardo esita. Esita, sbaglia, e succede un disastro. Per riparare al danno, il poliziotto si rivolge a Sara Morozzi, la donna invisibile che legge le labbra e interpreta il linguaggio del corpo, ex agente della più segreta unità dei Servizi. Dopo tanta sofferenza, nella vita di Sara è arrivata una stagione serena, ora che Viola, la compagna del figlio morto, le ha regalato un nipotino. Il nome di Lombardo, però, è il soffio di un vento gelido che colpisce a tradimento nel tepore di aprile, e lascia affiorare ricordi che sarebbe meglio dimenticare. In un viaggio a ritroso nel tempo, Maurizio de Giovanni dipana il filo dell’indagine più pericolosa, quella che scivola nei territori insidiosi della memoria collettiva e criminale di un intero Paese, per sciogliere il mistero di chi crediamo d’essere, e scoprire chi siamo davvero.

Maurizio De Giovanni è nato nel 1958 a Napoli, è autore della fortunata serie di romanzi con protagonista il commissario Ricciardi, attivo nella Napoli degli anni Trenta, su cui è incentrato un ciclo di romanzi, tutti pubblicati da Einaudi, che comprende finora: Il senso del dolore (2007), La condanna del sangue (2008), Il posto di ognuno (2009), Il giorno dei morti (2010), Per mano mia (Einaudi, 2011), Vipera (2012, Premio Viareggio, Premio Camaiore), Anime di vetro (2015) Serenata senza nome (2016), Rondini d’inverno (2017) e Il purgatorio dell’angelo (2018). Insieme a Sergio Brancato ha pubblicato due graphic novel sulle indagini del commissario Ricciardi: Il senso del dolore. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2017) e La condanna del sangue. Le stagioni del commissario Ricciardi (Sergio Bonelli 2018). È anche autore di: Storie azzurre (Cento Autori, 2010), una raccolta di quattro racconti lunghi dedicati al Napoli, la sua squadra del cuore; Il metodo del Coccodrillo (Mondadori, 2012, Einaudi 2016; Premio Scerbanenco). Con I bastardi di Pizzofalcone (Einaudi 2013) ha inaugurato un nuovo ciclo contemporaneo, sempre pubblicato da Einaudi, continuato con Buio per i Bastardi di Pizzofalcone (2013), Gelo per i bastardi di Pizzofalcone (2014), Cuccioli per i bastardi di Pizzofalcone (2015), Pane per i bastardi di Pizzofalcone (2016), Souvenir per i bastardi di Pizzofalcone (2017) che vede protagonista la squadra investigativa di un commissariato partenopeo. Il suo racconto Un giorno di Settembre a Natale è incluso nella raccolta Regalo di Natale edita da Sellerio nel 2013. È uscita nel 2014 un’altra raccolta di racconti gialli dal titolo Giochi criminali dove il suo testo Febbre appare accanto a quelli di De Cataldo, De Silva e Lucarelli. Inoltre, il suo racconto Un telegramma da settembre è incluso nell’antologia Sellerio La scuola in giallo, del 2014. Nel 2015 pubblica Il resto della settimana (Rizzoli)e Skira Una domenica con il commissario Ricciardi (Skira). Nel 2017 partecipa con un suo contributo alla raccolta di saggi Attenti al Sud, edito da Piemme, e con Rizzoli pubblica I Guardiani. Del 2018 sono Sara al tramonto (Rizzoli) e Sbirre (Rizzoli), scritto in collaborazione con Massimo CarlottoGiancarlo De Cataldo. Nel 2019 pubblica per Sellerio Dodici rose a Settembre e nel 2020 per Rizzoli Una lettera per Sara.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La lettrice testarda / Amy Witting. – Milano, Garzanti, 2020

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Un romanzo di formazione sulla scoperta del proprio posto nel mondo. Una protagonista unica pronta a sfidare le convenzioni per decidere della propria vita in piena autonomia.

 «Un acume e uno stile grandiosi.» – The New Yorker

«Una prosa cristallina e una scrittura immaginifica.» – The Guardian

«Brillante, onesto e toccante.» – Kirkus Reviews

«Una prosa scintillante.» – A reader’s guide to Australian Fiction

Isobel ha nove anni e il suo compleanno si avvicina. Ma, come ogni volta, non ci saranno regali per lei. C’è solo una cosa che fa volare Isobel lontano dalle rigide regole che la famiglia le impone: leggere. Ma deve farlo di nascosto perché sua madre crede che non sia un’attività adatta a una bambina, che dovrebbe limitarsi a riordinare la casa e a preparare la cena. Isobel cresce alimentando la sua passione segreta di notte, alla luce di una flebile candela. Finché, a sedici anni, la sua vita non cambia radicalmente, quando è costretta a lasciare tutto, cercarsi un lavoro e una nuova sistemazione. È la prima volta che Isobel si scontra con il mondo. Con un mondo che non è solo la sua famiglia e il suo quartiere. È convinta di non avere gli strumenti per relazionarsi con gli altri. Le sembra di dire la cosa sbagliata, si sente fuori luogo. In fondo sua madre l’ha fatta sempre sentire così. Tanto che, quando incontra un gruppo di ragazzi che amano i libri come lei e passano le serate a discuterne, Isobel all’inizio rimane in silenzio. Ora che finalmente è in un contesto in cui può essere sé stessa, in cui può parlare liberamente di letteratura, ha paura. Ma piano piano le parole di Byron, Auden e Dostoevskij fanno breccia nelle sue insicurezze e le insegnano il coraggio di dire quello che pensa. Di far valere la propria opinione senza nascondere la cultura che si è costruita negli anni con le sue letture. Di aprire il cassetto in cui riposa il suo sogno. Il sogno di prendere una penna in mano e liberare quel flusso di parole che ha trattenuto per troppo tempo. Perché anche per una donna tutto è possibile.

Amy Witting è il nom de plume della scrittrice e poetessa Joan Austral Fraser. Nata a Sydney nel 1918, dedica la propria vita all’insegnamento della lingua inglese e francese nelle scuole secondarie, approdando alla narrativa in età matura. Considerata una delle più importanti autrici australiane e insignita dell’Order of Australia per la sua attività in campo letterario, muore a Sydney nel 2001. Mentre è in corso in tutto il mondo la riscoperta della sua opera, Garzanti pubblica per la prima volta in Italia La lettrice testarda (1989), il suo romanzo di maggior successo.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Città sommersa / Marta Barone. – Milano, Bompiani, 2020

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Nella dozzina del Premio Strega 2020

Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.

«Città sommersa è un libro indispensabile» – Robinson

«Avrei voluto che questa storia me la raccontasse lui. Avrei voluto avere il tempo di sentirla. Ma in un certo senso sono consapevole che il libro esiste perché non c’è più l’uomo.»

Il ragazzo corre nella notte d’inverno, sotto la pioggia, scalzo, coperto di sangue non suo. Chiamiamolo L.B. e avviciniamoci a lui attraverso gli anni e gli eventi che conducono a quella notte. A guidarci è la voce di una giovane donna brusca, solitaria, appassionata di letteratura, e questo romanzo è memoria e cronaca del confronto con la scomparsa del padre, con ciò che è rimasto di un legame quasi felice nell’infanzia felice da figlia di genitori separati, poi fatalmente spinoso, e con la tardiva scoperta della vicenda giudiziaria che l’ha visto protagonista. Chi era quello sconosciuto, L.B., il giovane sempre dalla parte dei vinti, il medico operaio sempre alle prese con qualcuno da salvare, condannato al carcere per partecipazione a banda armata? E perché di quel tempo – anni prima della nascita dell’unica figlia – non ha mai voluto parlare? Testimonianze, archivi e faldoni, ricordi, rivelazioni lentamente compongono, come lastre mescolate di una lanterna magica, il ritratto di una persona complicata e contraddittoria che ha abitato un’epoca complicata e contraddittoria. Torino è il fondale della lotta politica quotidiana con le sue fatiche e le sue gioie, della rabbia, della speranza e del dolore, infine della violenza che dovrebbe assicurare la nascita di un avvenire radioso e invece fa implodere il sogno del mondo nuovo generando delusione e rovina. Il romanzo di un uomo, delle sue famiglie, delle sue appartenenze, la sua vita visitata con amore e pudore da una figlia per la quale il mondo si misura e si costruisce attraverso la parola letta e scritta.

Proposto per il Premio Strega 2020 da Enrico Deaglio: «Una giovane donna va in cerca di suo padre, morto di cancro quando era ragazza. Davanti a lei la Città, che un tempo era dominata dalla Fabbrica e dal suo sistema di vita, che nei caffè resiste sulle pareti con “la luce torbida delle carte dei cioccolatini”. Siamo a Torino e Marta Barone indaga sugli oscuri, violenti, ma anche felici Anni Settanta, di cui il padre è stato protagonista, testimone e vittima. “Città sommersa”, denso di pietas non immemore, è un esordio letterario fulminante.»

 Marta Barone è nata a Torino nel 1987, ha studiato Letterature comparate all’Università di Torino. Nel 2008 con Mondadori ha pubblicato Miriam delle cose perdute e nel 2011 I giardini degli altri. Con quest’ultimo romanzo ha vinto il Premio Pippi 2012 e il premio Città di Calimera dello stesso anno. Vive e lavora tra Como e Milano, scrivendo e collaborando con diverse riviste.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ragazzo italiano / Gian Arturo Ferrari. – Milano, Feltrinelli, 2020

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La vita di Ninni, figlio del dopoguerra, attraversa le durezze da prima rivoluzione industriale della provincia lombarda, il tramonto della civiltà rurale emiliana, l’esplosione di vita della Milano riformista. E insieme Ninni impara a conoscere le insidie degli affetti, la sofferenza, persino il dolore che si cela anche nei legami più prossimi. Da ragazzino, grazie alla nonna, scopre di poter fare leva sull’immenso continente di esperienze e di emozioni che i libri gli spalancano di fronte agli occhi. Divenuto consapevole di sé e della sua faticosa autonomia, il ragazzo si scava, all’insegna della curiosità e della volontà di sapere, quello che sarà il proprio posto nel mondo. Nella storia di “Ragazzo italiano” si riflette la storia dell’intero Paese, l’asprezza, la povertà, l’ansia di futuro, la vicenda di una generazione figlia della guerra ma determinata a proiettare progetti e sogni oltre quella tragedia. Un’Italia dove la scuola è la molla di promozione sociale, e l’avvenire è affollato di attese e promesse. Un’Italia ancora viva nella memoria profonda del Paese, nelle peripezie familiari di tanti italiani. Ferrari le restituisce corpo e respiro senza indulgenze né compiacimenti, con uno stile cristallino e austero, non di rado crudo, con un timbro di coraggiosa sincerità. Capace di esprimere la freschezza del protagonista e di una moltitudine di personaggi lampeggianti di futuro.

Gian Arturo Ferrari affianca dal gennaio 2010 l’Amministratore Delegato Maurizio Costa nell’elaborazione delle strategie di sviluppo editoriale in Italia e all’estero, dopo aver guidato la Divisione Libri del Gruppo Mondadori dal 1997 al 2009. Dopo la laurea in Lettere Classiche all’Università di Pavia Ferrari si è dedicato, dal 1974 al 1989, all’insegnamento universitario come Professore Incaricato di Storia della Scienza e poi Associato di Storia del Pensiero Scientifico presso l’Università di Pavia. Ferrari ha maturato successivamente una forte esperienza in ambito editoriale e culturale, riconosciuta a livello internazionale; ha iniziato il proprio percorso professionale presso la casa editrice Boringhieri in qualità di assistente dell’editore. Successivamente Ferrari è diventato Direttore Libri alla Rizzoli, per poi entrare in Mondadori nel 1997. Dall’ottobre 2009 Ferrari è Presidente del Centro per il Libro e la Promozione della lettura istituito dal Consiglio dei Ministri. Nel 2020 esce per Feltrinelli Ragazzo Italiano.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giovanissimi / Alessio Forgione. – Milano, N N editore, 2020

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Marocco ha quattordici anni e vive con il padre a Soccavo, un quartiere di Napoli. La madre li ha abbandonati qualche anno prima, senza dare più notizie di sé, e lui vive quell’assenza come una ferita aperta, un dolore sordo che non dà pace. Frequenta il liceo con pessimi risultati e le sue giornate ruotano attorno agli allenamenti e alle trasferte: insieme a Gioiello, Fusco e Petrone è infatti una giovane promessa del calcio, ma nemmeno le vittorie sul campo riescono a placare la rabbia e il senso di vuoto che prova dentro. Finché non accadono due cose: l’arrivo di Serena, che gli porta un amore acerbo e magnifico, e la proposta di Lunno, il suo amico più caro, che mette in discussione tutte le sue certezze. Dopo l’esordio con “Napoli mon amour”, Alessio Forgione torna con un romanzo di prime volte, e ci racconta un mondo di ragazzini che crescono da soli,tra desideri di grandezza e delusioni repentine, piccoli crimini e grandi violenze, in attesa di scorgere il varco che conduce all’età adulta.

Alessio Forgione è nato a Napoli nel 1986. Scrive perché ama leggere e ama leggere perché crede che una sola vita non sia abbastanza. Il suo romanzo d’esordio, Napoli mon amour, ha vinto il Premio Berto 2019 e il Premio Intersezioni Italia-Russia; in corso di traduzione in Francia e Russia, verrà portato in scena al Teatro Mercadante di Napoli con la regia di Rosario Sparno.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tutto chiede salvezza / romanzo di Daniele Mencarelli. Milano, A. Mondadori, 2020

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Finalista al Premio Strega 2020 – Vincitore del Premio Strega Giovani 2020

Dopo l’eccezionale vicenda editoriale del suo libro di esordio (premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima) Daniele Mencarelli torna con una intensa storia di sofferenza e speranza, interrogativi brucianti e luminosa scoperta.

“Salvezza. Per me. Per mia madre all’altro capo del telefono. Per tutti i figli e tutte le madri. E i padri. E tutti i fratelli di tutti i tempi passati e futuri. La mia malattia si chiama salvezza”

«Quando un poeta si mette a scrivere un romanzo e ha una storia fortissima da raccontare il risultato è un piccolo capolavoro» – Daria Bignardi

Ha vent’anni Daniele quando, in seguito a una violenta esplosione di rabbia, viene sottoposto a un TSO: trattamento sanitario obbligatorio. È il giugno del 1994, un’estate di Mondiali. Al suo fianco, i compagni di stanza del reparto psichiatria che passeranno con lui la settimana di internamento coatto: cinque uomini ai margini del mondo. Personaggi inquietanti e teneri, sconclusionati eppure saggi, travolti dalla vita esattamente come lui. Come lui incapaci di non soffrire, e di non amare a dismisura. Dagli occhi senza pace di Madonnina alla foto in bianco e nero della madre di Giorgio, dalla gioia feroce di Gianluca all’uccellino resuscitato di Mario. Sino al nulla spinto a forza dentro Alessandro. Accomunati dal ricovero e dal caldo asfissiante, interrogati da medici indifferenti, maneggiati da infermieri spaventati, Daniele e gli altri sentono nascere giorno dopo giorno un senso di fratellanza e un bisogno di sostegno reciproco mai provati. Nei precipizi della follia brilla un’umanità creaturale, a cui Mencarelli sa dare voce con una delicatezza e una potenza uniche.

Proposto per il Premio Strega 2020 da Maria Pia Ammirati: «Daniele Mencarelli ha cominciato come poeta, quando nel 2018 ha scritto il suo primo romanzo, “La casa degli sguardi”, ha portato nella narrativa la densità e la plasticità della parola poetica. Una parola che diventa discorso umano, sorretto dalle vibrazioni di una scrittura potente e creaturale. Con “Tutto chiede salvezza” Mencarelli conferma di essere uno scrittore unico e maturo. Partendo da un’esperienza personale – i sette giorni di Trattamento sanitario obbligatorio a cui è stato sottoposto quando aveva vent’anni – scandaglia il buio della malattia mentale alla conquista di un’umanità profonda e autentica, la sua e quella dei suoi compagni. La cura profonda non può che essere affidata alla parola, unico e salvifico “pharmakon”.»

Daniele Mencarelli nasce a Roma, nel 1974. Le sue poesie sono apparse su numerose riviste letterarie e in diverse antologie tra cui L’opera comune (Atelier) e I cercatori d’oro (clanDestino). Le sue raccolte principali sono: I giorni condivisi, (clanDestino, 2001), Guardia alta (La Vita felice, 2005). Con nottetempo ha pubblicato Bambino Gesù (vincitore del premio Città di Atri, finalista ai premi Luzi, Brancati, Montano, Frascati, Ceppo) nel 2010 e Figlio nel 2013. Sempre nel 2013 è uscito La Croce è una via, Edizioni della Meridiana, poesie sulla passione di Cristo. Il testo è stato rappresentato da Radio Vaticana per il Venerdì Santo del 2013. Nel 2015, per il festival PordenoneLegge con Lietocolle, è uscita Storia d’amore. Del 2018 è il suo primo romanzo La casa degli sguardi, Mondadori (premio Volponi, premio Severino Cesari opera prima, premio John Fante opera prima), nel 2020 esce sempre per Mondadori, Tutto chiede salvezza. Collabora scrivendo di cultura e società con quotidiani e riviste.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Almarina / Valeria Parrella. – Torino, Einaudi, 2019

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Può una prigione rendere libero chi vi entra? Elisabetta insegna matematica nel carcere minorile di Nisida. Ogni mattina la sbarra si alza, la borsa finisce in un armadietto chiuso a chiave insieme a tutti i pensieri e inizia un tempo sospeso, un’isola nell’isola dove le colpe possono finalmente sciogliersi e sparire. Almarina è un’allieva nuova, ce la mette tutta ma i conti non le tornano: in quell’aula, se alzi gli occhi vedi l’orizzonte ma dalla porta non ti lasciano uscire. La libertà di due solitudini raccontata da una voce calda, intima, politica, capace di schiudere la testa e il cuore. Esiste un’isola nel Mediterraneo dove i ragazzi non scendono mai a mare. Ormeggiata come un vascello, Nisida è un carcere sull’acqua, ed è lì che Elisabetta Maiorano insegna matematica a un gruppo di giovani detenuti. Ha cinquant’anni, vive sola, e ogni giorno una guardia le apre il cancello chiudendo Napoli alle spalle: in quella piccola aula senza sbarre lei prova a imbastire il futuro. Ma in classe un giorno arriva Almarina, allora la luce cambia e illumina un nuovo orizzonte. Il labirinto inestricabile della burocrazia, i lutti inaspettati, le notti insonni, rivelano l’altra loro possibilità: essere un punto di partenza. Nella speranza che un giorno, quando questi ragazzi avranno scontato la loro pena, ci siano nuove pagine da riempire, bianche «come il bucato steso alle terrazze». Questo romanzo limpido e intenso forse è una piccola storia d’amore, forse una grande lezione sulla possibilità di non fermarsi. Di espiare, dimenticare, ricominciare. «Vederli andare via è la cosa più difficile, perché: dove andranno. Sono ancora così piccoli, e torneranno da dove sono venuti, e dove sono venuti è il motivo per cui stanno qui».

Valeria Parrella. Scrittrice italiana, si è laureata in Lettere Moderne all’Università di Napoli con una tesi in glottologia. In seguito si è specializzata come interprete della Lingua Italiana dei Segni e ha lavorato all’E.N.S. di Napoli, dove vive. Ha esordito nel 2003 con una raccolta di sei racconti intitolati Mosca più balena edita dalla casa editrice Minimum Fax con la quale ha vinto il Premio Campiello Opera Prima.
Diversi racconti della giovane autrice sono apparsi nell’antologia Pensa alla salute pubblicata da l’ancora del mediterraneo nel 2004. Sempre nel 2004 ha pubblicato nell’antologia La qualità dell’aria il suo racconto Verissimo e nel 2005 un’altra raccolta di racconti, Per grazia ricevuta, libro arrivato tra i cinque finalisti al Premio Strega dello stesso anno e vincitore del Premio Renato Fucini per la miglior raccolta di racconti. Nel 2007 pubblica con Bompiani Il Verdetto. Nel 2008 pubblica con Einaudi il suo primo romanzo, Lo spazio bianco, da cui Francesca Comencini ha tratto l’omonimo film. Per Rizzoli ha pubblicato Ma quale amore (2010), seguito da Lettera di dimissioni (Einaudi 2011) e Tempo di imparare (Einaudi 2014). È autrice dei testi teatrali Il verdetto (Bompiani 2007), Tre terzi (Einaudi 2009, insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale), Ciao maschio (Bompiani 2009), Antigone (Einaudi 2012), Euridice e Orfeo (Bompiani, 2015) e Dalla parte di Zeno (Teatro Nazionale di Napoli, 2016). Per Ricordi, in apertura della stagione sinfonica al Teatro San Carlo, ha firmato nel 2011 il libretto Terra su musica di Luca Francesconi. Ha inoltre curato la riedizione italiana de Il Fiume di Rumer Godden (Bompiani 2012). Da anni si occupa della rubrica dei libri di «Grazia» e collabora con «La Repubblica». Nel 2019 pubblica con Einaudi Almarina.

 

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nuova stagione / Silvia Ballestra. – Milano, Bompiani, 2019

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Nella dozzina del Premio Strega 2020

Silvia Ballestra scrive un romanzo attualissimo e antico, come i luoghi dove è nata, cui dedica pagine di graffiante umorismo ma al tempo stesso piene della nostalgia e dello stupore di chi sente iniziare una nuova stagione.

Dopo quello che era successo, un nuovo affetto ci legava a quei posti. Una volontà di cura, di protezione, di conoscenza.

Si narra che la Sibilla, adirata contro le fate che si attardavano a ballare il salterello con i pastori, avrebbe scagliato loro le pietre che divennero poi il paese di Arquata del Tronto: pietre destinate a rotolare di nuovo, drammaticamente, durante il terremoto. Le sorelle Nadia e Olga si sentono a casa proprio qui, in questa terra che si muove, e che scendendo dai monti Sibillini verso il mare si fa campagna. Il loro papà ha trascorso la vita coltivando i campi, perciò ancora oggi la famiglia viene trattata con rispetto. Ma adesso tutto è cambiato. L’amore e il lavoro hanno portato Olga e Nadia lontano, i figli sono cittadini del mondo. La gente vuole fragole e susine anche a gennaio. È una nuova stagione. Ed è tempo di separarsi dalla terra. Inizia per le sorelle un viaggio a ritroso, nella memoria, e uno reale, attraverso gli incredibili colloqui con i possibili acquirenti del terreno, ex mezzadri arricchiti o emissari di multinazionali della frutta; tutti maschi, tutti ambigui, tutti apparentemente incapaci di capire quanto male facciano le radici quando bisogna tagliarle. È davvero tutto immutabile nell’avvicendarsi delle generazioni, dei raccolti? Possiamo ancora sperare di lasciare questo pianeta un po’ migliore di come lo abbiamo ricevuto?

Proposto per il Premio Strega 2020 da Loredana Lipperini: «”La nuova stagione” non è soltanto un romanzo sul territorio, le Marche della bellezza pagana, delle leggende legate a santi e sibille e del terremoto, ma è una storia di mutazione insieme generazionale e sociale che si incarna nelle due protagoniste, Nadia e Olga, e nei loro tentativi di vendere la terra ereditata dal padre. È un romanzo di radici, certo, e di come, per quanto ci si possa allontanare per giovinezza, amore, scelte lavorative, si verrà comunque richiamati prima o poi indietro. Ma è anche un romanzo che racconta il cambiamento nel mondo agricolo della post-mezzadria e delle multinazionali, l’espansione delle monoculture intensive, il regno surreale di una burocrazia paralizzante. Non c’è l’idillio nella scelta stilistica di Ballestra: c’è l’ironia, il gusto del paradosso, come nel racconto dell’odissea delle sorelle per disfarsi delle palme di proprietà, c’è l’attenzione per le vite piccole, le figure sullo sfondo degli affreschi che non vengono quasi mai narrate. C’è, anche, la nostalgia per come si cambia: “Dunque era questo, il diventare definitivamente adulte (…) Disperarsi per una lettera di esproprio invece che per una lettera d’amore finito”. C’è, infine, una lingua particolarissima, che ingloba il dialetto incastonandolo in una scrittura di divertita e antica bellezza, come le terre in cui nasce, e che canta: prova di maturità e insieme di immutata capacità di meraviglia da parte di una delle scrittrici italiane più importanti e più attente alle nostre nuove stagioni, letterarie e civili.»

Silvia Ballestra. Ha esordito nel 1990 nell’antologia “Papergang – Under 25 vol.3,” a cura di Pier Vittorio Tondelli, ed è autrice di vari romanzi, raccolte di racconti, saggi e traduzioni pubblicati a partire dal 1991. Molti dei suoi libri sono stati tradotti in varie lingue. Laureata in Lingue e Letterature straniere, vive e lavora a Milano. Il suo libro d’esordio è Compleanno dell’iguana (1991), salutato da un vasto successo e tradotto in varie lingue. Vi compariva per la prima volta il personaggio di Antò Lo Purk, un ragazzo abruzzese che non riesce a sopportare l’angustia di Pescara e si trasferisce prima a Bologna poi a Berlino, per scoprire ovunque la stessa frustrazione. Seguí La guerra degli Antò (1992), poi la raccolta di racconti Gli orsi (1994), il libro-conversazione con la scrittrice Joyce Lussu Joyce L. Una vita contro e, a partire dal 1998, la cosiddetta «trilogia di Nina» (La giovinezza della signorina N.N., 1998; Nina, 2001; Il compagno di mezzanotte, 2002). Nel 2003 è uscita la raccolta di racconti Senza gli orsi. Tutto su mia nonna è il suo primo libro pubblicato per Einaudi Stile libero, mentre negli ET è stato ripubblicato La guerra degli Antò. Dai due primi libri Riccardo Milani ha tratto un film, La guerra degli Antò (1999).

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il metodo Catalanotti / Andrea Camilleri. Palermo, Sellerio, 2018

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Il commissario Montalbano crede di muoversi dentro una storia. Si accorge di essere finito in una storia diversa. E si ritrova alla fine in un altro romanzo, ingegnosamente apparentato con le storie dentro le quali si è trovato prima a peregrinare. È un gioco di specchi che si rifrange sulla trama di un giallo, improbabile in apparenza e invece esatto: poco incline ad accomodarsi nella gabbia del genere, dati i diversi e collaborativi gradi di responsabilità, di chi muore e di chi uccide, in una situazione imponderabile e squisitamente ironica. Tutto accade in una Vigàta, che non è risparmiata dai drammi familiari della disoccupazione; e dalle violenze domestiche. La passione civile avvampa di sdegno il commissario, che ricorre a una «farfantaria» per togliere dai guai una giovane coppia di disoccupati colpevoli solo di voler metter su una famiglia. Per quanto impegnato in più fronti, Montalbano tiene tutto sotto controllo. Le indagini lo portano a occuparsi dell’attività esaltante di una compagnia di teatro amatoriale che, fra i componenti del direttorio, annovera Carmelo Catalanotti: figura complessa, e segreta, di artista e di usuraio insieme; e in quanto regista, sperimentatore di un metodo di recitazione traumatico, fondato non sulla mimèsi delle azioni sceniche, ma sull’identificazione delle passioni più oscure degli attori con il similvero della recita. Catalanotti ha una sua cultura teatrale aggiornata sulle avanguardie del Novecento. È convinto del primato del testo. E della necessità di lavorare sull’attore, indotto a confrontarsi con le sue verità più profonde ed estreme. Il romanzo intreccia racconto e passione teatrale. Nel corso delle indagini, Montalbano ha la rivelazione di un amore improvviso, che gli scatena una dolcezza irrequieta di vita: un recupero di giovinezza negli anni tardi. Livia è lontana, assente. Sulla bella malinconia del commissario si chiude questo possente romanzo dedicato alla passione per il teatro (che è quella stessa dell’autore) e alla passione amorosa. Un romanzo, tecnicamente suggestivo, che una relazione dirompente racconta in modo da farle raggiungere il più alto grado di combustione nei versi di una personale antologia di poeti; e, all’interno della sua storia, traspone i racconti dei personaggi in colonne visive messe in moviola perché il commissario possa farle scorrere e rallentare a suo piacimento (Salvatore Silvano Nigro).

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (Agrigento) e ha vissuto per anni a Roma. Dal 1939 al 1943, dopo un periodo in un collegio da cui viene espulso, studia ad Agrigento al Liceo Classico Empedocle dove ottiene la maturità classica senza dover sostenere l’esame a causa dell’imminente sbarco degli alleati in Sicilia. A giugno inizia, come ricorda lo scrittore, “una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere di sangue, di paura”.  S’iscrive all’Università (Facoltà di lettere) ma non si laureerà mai. Si iscrive anche al Partito Comunista.

Inizia a pubblicare racconti e poesie e vince il Premio St Vincent. Dal 1948 al 1950 studia regia all’Accademia d’Arte Drammatica Silvio d’Amico e inizia la sua attività di sceneggiatore e regista. Perde un concorso per diventare funzionario Rai, ma dopo qualche anno inizia a lavorarvi.
Nel 1958 porta in Italia il teatro dell’assurdo di Beckett con Finale di partita, prima al teatro dei Satiri di Roma e poi in televisione con Adolfo Celi e Renato Rascel. Insegna al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma.  Molte le produzioni Rai di cui si occupa, particolarmente famosi gli sceneggiati del tenente Sheridan con Ubaldo Lay e “Le inchieste del commissario Maigret” con Gino Cervi. Nel 1977 ottiene la cattedra di Istituzioni di Regia all’Accademia di Arte Drammatica. La manterrà per vent’anni.

L’esordio in narrativa è del 1978 con Il corso delle cose pubblicato da un editore a pagamento ed è un insuccesso. Nell’80 pubblica con Garzanti Un filo di fumo, il primo romanzo ambientato nell’immaginario paese di Vigàta e con questo romanzo vince il Premio Gela. Per 12 anni non escono più suoi romanzi. Nel 1992 pubblica per Sellerio La stagione della caccia. Nel 1994 con La forma dell’acqua dà vita al personaggio del commissario Montalbano, protagonista di una nutrita serie di romanzi. Da quel momento la sua produzione è molto ricca e il successo immenso.
Alla fine del 2002, accetta la nomina a direttore artistico del Teatro Comunale Regina Margherita di Racalmuto.  Nell’aprile 2003, in onore a Camilleri, il comune di Porto Empedocle assume come secondo nome «Vigàta». Il 4 settembre 2008 vince il premio de Novela Negra RBA con un inedito in lingua spagnola dal titolo La muerte de Amalia Sacerdote pubblicato in Spagna nell’ottobre 2008 ed in Italia nel 2009 con il titolo La rizzagliata. Tra i premi che gli sono stati conferiti ricordiamo il Premio Campiello 2011 alla Carriera e il Premio Chandler 2011 alla Carriera.

Tra le sue opere più recenti che non hanno come protagonista il commissario Montalbano: Il diavolo, certamente (2012), Dentro il labirinto (2012), Il tuttomio (2013), La rivoluzione della luna (2013), Come la penso (2013), Inseguendo un’ombra (2014), Segnali di fumo (Utet 2014), Il cielo rubato. Dossier Renoir (Skira 2014), Andrea Camilleri incontra Manuel Vázquez Montalbán (Skira 2014), La relazione (Mondadori 2015), Il quadro delle meraviglie. Scritti per teatro, radio, musica, cinema (Sellerio 2015), Le vichinghe volanti e altre storie d’amore a Vigàta (Sellerio 2015) Topiopì(Mondadori 2016), La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta (Sellerio 2016), La mossa del cavallo (Sellerio 2017), La rete di protezione (Sellerio 2017), La targa (Rizzoli 2017), Esercizi di memoria (Rizzoli 2017). Tra il 2018 e il 2019 insieme ai romanzi della serie dedicata al commissario Montalbano, Il metodo Catalanotti e Il cuoco dell’Alcyon, (Sellerio) vengono pubblicati da Mondadori i suoi racconti gialli, Km 123, e da Salani i racconti illustrati con protagonisti gli animali, I tacchini non ringraziano, la pièce teatrale Conversazione su Tiresia (Sellerio) e i racconti dedicati alla sua casa di campagna a Porto Empedocle, La casina di campagna, del piccolo editore siciliano Henry Beyle.

Andrea Camilleri si è spento il 17 luglio 2019 all’età di 93 anni, dopo aver pubblicato più di cento libri, romanzi, saggi, opere teatrali, fumetti, poesie e dopo aver inventato un nuovo linguaggio, misto di italiano e siciliano. Nel 2003 è stato insignito, su iniziativa del Presidente della Repubblica, dell’onorificenza di Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il caffè dei piccoli miracoli / Nicolas Barreau. – Milano, Feltrinelli, 2017

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Un romantico viaggio tra Parigi e Venezia. Un vecchio libro e una dedica: “Amor vincit omnia”. Un piccolo caffè dove tutto è possibile. Perché a volte bisogna sentirsi mancare la terra sotto i piedi per arrivare a toccare il cielo con un dito.

“Nicholas Barreau è il maestro della commedia sentimentale” – TTL La Stampa

Eléonore Delacourt ha venticinque anni e ama la lentezza. Invece di correre, passeggia. Invece di agire d’impulso, riflette. Invece di dichiarare il suo amore al professore di Filosofia alla Sorbonne, sogna. E non salirebbe mai e poi mai su un aereo, in nessuna circostanza. Timida e inguaribilmente romantica, Nelly adora i vecchi libri, crede nei presagi, piccoli messaggeri del destino, diffida degli uomini troppo belli e non è certo coraggiosa come l’adorata nonna bretone con cui è cresciuta, che le ha lasciato in eredità l’oggetto a lei più caro: un anello di granati con dentro una scritta in latino, “Amor vincit omnia”. Sicuramente, Nelly non è il tipo di persona che di punto in bianco ritira tutti i propri risparmi, compra una costosissima borsa rossa e in una fredda mattina di gennaio lascia Parigi in fretta e furia per saltare su un treno. Un treno diretto a Venezia. Ma a volte nella vita le cose, semplicemente, accadono. Cose come una brutta tosse e una delusione d’amore ancora più brutta. Cose come una frase enigmatica trovata dentro un vecchio libro della nonna, con accanto una certa citazione in latino…

Nicolas Barreau ha madre tedesca e padre francese, motivo per cui è perfettamente bilingue. Ha studiato Lingue e letterature romanze alla Sorbonne, ha lavorato in una piccola libreria sulla Rive Gauche e infine ha deciso di dedicarsi alla scrittura. Ha una passione per i ristoranti e la cucina, crede nel destino, è molto timido e riservato e non ama mostrarsi in pubblico, proprio come il misterioso scrittore descritto in Gli ingredienti segreti dell’amore (Feltrinelli 2011). I suoi tre romanzi, tutti pubblicati da un piccolo editore tedesco che non ha potuto permettersi di lanciarli con una massiccia campagna promozionale, hanno ottenuto un ottimo successo che, anno dopo anno, è cresciuto grazie al passaparola dei lettori. Gli ingredienti segreti dell’amore è un vero e proprio caso editoriale: in Germania ha avuto 5 ristampe a soli 6 mesi dalla pubblicazione ed è rimasto a lungo nella classifica dei bestseller di “Der Spiegel”. Tra gli altri suoi romanzi pubblicati da Feltrinelli ricordiamo: Con te fino alla fine del mondo (2012), Una sera a Parigi (2013), La ricetta del vero amore (2014), Parigi è sempre una buona idea (2015), La tigre azzurra (2016), Il caffè dei piccoli miracoli (2017), Lettere d’amore a Montmartre (2019).

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lacci / Domenico Starnone. – Torino, Einaudi, 2014

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Che cosa lasciamo, quando lasciamo qualcuno? Una casa, una famiglia, il passato, un’idea di futuro, la nostra peggiore fotografia impressa a fuoco negli occhi di chi abbiamo amato. Passiamo la vita a spaccare vasi e incollare cocci illudendoci di essere nuovi di zecca. E cerchiamo di non guardare troppo indietro, perché il tempo dei bilanci è un tempo vano, ridicolo e struggente. Domenico Starnone ha scritto un libro intensissimo e vero. Il racconto a tre voci delle forze sotterranee che tengono in vita i matrimoni anche dopo l’amore.

«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre cosí la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani all’inizio degli anni Sessanta, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato, e ritrovarsi a trent’anni con una famiglia a carico è diventato un segno di arretratezza piú che di autonomia. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato della grazia lieve di una sconosciuta con cui i giorni sono sempre gioiosi, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio e il crescere dell’estraneità. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è piú radicale dell’abbandono, ma niente è piú tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante e fortissima, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

Domenico Starnone ha insegnato a lungo nella scuola media superiore e si è occupato di didattica dell’italiano e della storia (Fonti orali e didattica, 1983). L’esperienza dell’insegnamento lo ha portato a scrivere Ex cattedra e altre storie di scuola, pubblicato originariamente alla fine degli anni ottanta, e Solo se interrogato. Appunti sulla maleducazione di un insegnante volenteroso.

Per “I Classici Feltrinelli” ha introdotto, tra gli altri, Cuore di De Amicis (1993), Ultime lettere di Jacopo Ortis di Foscolo (1994) e Lord Jim di Conrad (2002). È stato redattore delle pagine culturali del “Manifesto”. Dai suoi libri sono stati tratti i film La Scuola di Daniele Luchetti, Auguri, Professore di Riccardo Milani e Denti di Gabriele Salvatores. Nel 2001 ha vinto il Premio Strega con il romanzo Via Gemito (Premio Speciale Il Molinello 2001; Premio Napoli 2001; Premio Zerilli-Marimò 2001; Premio Nazionale Corrado Alvaro 2001; Premio Selezione Campiello 2001). Tra gli altri suoi successi ricordiamo Lacci (Einaudi 2014, The Bridge Book Award), Scherzetto (Einaudi 2016, Premio Isola d’Elba) e Confidenza (Einaudi 2019).

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scrittori italiani di viaggio. Volume 2: 1861-2000 / a cura e con un saggio introduttivo di Luca Clerici. – Milano, A. Mondadori, 2013

vol. I – 1700 -1861

L’antologia raccoglie una scelta di resoconti di viaggi, realmente e personalmente compiuti dagli autori in Italia e nel mondo, dal 1700 al 2000: testi non solo letterari, perché a scrivere di viaggio sono stati certo grandi scrittori, ma anche scienziati, medici, religiosi, diplomatici, politici, militari, avventurieri e spie, giornalisti, e persino personaggi semplici, autori di ricordi sorprendenti nella loro fascinosa ingenuità. Il cappello introduttivo di ciascun brano ne presenta l’autore, inserendo il testo nella sua tradizione specifica e fornendo indicazioni su altre opere e altri viaggiatori nel medesimo luogo. Luca Clerici, che è accreditato come il massimo studioso italiano del genere, firma un’introduzione che non si limita a offrire un inquadramento storico, letterario e culturale, ma traccia la storia della civiltà del viaggio in Italia, descrive la società dei viaggiatori, ne analizza le motivazioni e ragiona sia sulla specificità del genere letterario, sia sulla sua parentela con il romanzo. Nel primo volume, 58 resoconti di viaggio attribuibili a diverse tipologie: dal diario di bordo alla relazione scientifica o diplomatica o ufficiale, alla guida, al pellegrinaggio, alla passeggiata, al diario di viaggio, al resoconto di ascensioni alpinistiche.

 vol. II –  1861 -2000

Nel secondo volume, che raccoglie 72 testimonianze, hanno un ruolo importante grandi scrittori: di Corrado Alvaro e Giovanni Comisso, Guido Gozzano e Alberto Moravia, e poi di Marinetti, Bontempelli, Anna Maria Ortese e tanti altri sono individuati testi esemplari o dimenticati, né mancano gli inediti, come nel caso dello scritto di Gina Lagorio.

 Luca Clerici (1958) insegna Letteratura italiana contemporanea all’Università degli Studi di Milano. Ha dedicato i suoi studi sia ad autori di primo piano sia a scrittori popolari della letteratura italiana. Si occupa anche di storia e critica dell’editoria. Fra gli ultimi libri, Il romanzo italiano del Settecento (1997) e Il viaggiatore meravigliato (1999), antologia di viaggiatori italiani in Italia dal 1714 al 1996.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il passato non muore / romanzo di Lee Child. – Milano, Longanesi, 2020

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Jack Reacher non si è mai guardato indietro. Fino a ora.

Una sola legge, una sola giustizia: la sua.

Anche Jack Reacher va in vacanza. Ma le sue ferie sono diverse da quelle di tutti gli altri e, soprattutto, sono molto più pericolose. Partito per un tranquillo viaggio in auto dal Maine alla California, sulle orme dei grandi avventurieri americani, Reacher si ferma dopo pochi giorni. Il cartello che segnala la città in cui nacque suo padre accende la sua curiosità e lui decide di fare una deviazione. Quando però si rivolge all’impiegato degli uffici della cittadina per trovare la casa paterna, scopre che nessuno di nome Reacher ha mai vissuto lì. Jack sapeva che il padre era fuggito da quel posto e non era mai più tornato; possibile che invece non ci fosse mai stato? La sua famiglia può avergli mentito? E se l’ha fatto, perché? Contemporaneamente, poco distante, una giovane coppia canadese sta per vivere un incubo. Bloccati in uno strano motel in mezzo al nulla, i cui gestori sono fin troppo di­sponibili, i due ragazzi vengono intrappolati in un inquietante gioco tra vita e morte. Mentre Reacher cerca di fare chiarezza sui segreti della sua famiglia e i canadesi rischiano tutto, le due storie cominciano a intrecciarsi. La tensione aumenta pagina dopo pagina e la posta in gioco non è mai stata così alta, perché il passato non muore mai…

 Lee Child, pseudonimo di James R. Grant, è uno scrittore britannico di thriller. Dopo aver lavorato per vent’anni come autore di programmi televisivi, nel 1997 ha deciso di dedicarsi alla narrativa. Il suo primo romanzo, Zona pericolosa, vince l’Anthony Award per la miglior opera prima; il suo secondo romanzo, Destinazione Inferno, vince il W.H. Smith Thumping Good Read Award. Nel 1998 si trasferisce negli Stati Uniti. Vive tuttora a New York City. I suoi romanzi hanno tutti come protagonista il personaggio di Jack Reacher, un ex ufficiale della polizia militare statunitense che, dopo aver lasciato l’esercito, decide di iniziare una vita di vagabondaggi attraverso gli Stati Uniti, libero dai vincoli e dai condizionamenti del “sistema”. Duro come pochi e dotato di un innato senso di giustizia, Reacher si presenta come un cavaliere solitario di altri tempi, che pur non cercando guai è sempre pronto ad aiutare i più deboli e a correre in soccorso degli amici, per poi riprendere il suo cammino senza meta al termine di ogni avventura.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Febbre / romanzo di Jonathan Bazzi. – Roma, Fandango libri, 2019

Per una recensione del romanzo clicca qui.

Video RAI in cui l’Autore parla del suo romanzo, clicca qui.

L’Autore intervistato al programma RAI “Quante storie”, clicca qui.

Jonathan ha 31 anni nel 2016, un giorno qualsiasi di gennaio gli viene la febbre e non va più via, una febbretta, costante, spossante, che lo ghiaccia quando esce, lo fa sudare di notte quasi nelle vene avesse acqua invece che sangue. Aspetta un mese, due, cerca di capire, fa analisi, ha pronta grazie alla rete un’infinità di autodiagnosi, pensa di avere una malattia incurabile, mortale, pensa di essere all’ultimo stadio. La sua paranoia continua fino al giorno in cui non arriva il test dell’HIV e la realtà si rivela: Jonathan è sieropositivo, non sta morendo, quasi è sollevato. A partire dal d-day che ha cambiato la sua vita con una diagnosi definitiva, l’autore ci accompagna indietro nel tempo, all’origine della sua storia, nella periferia in cui è cresciuto, Rozzano – o Rozzangeles il Bronx del Sud (di Milano), la terra di origine dei rapper, di Fedez e di Mahmood, il paese dei tossici, degli operai, delle famiglie venute dal Sud per lavori da poveri, dei tamarri, dei delinquenti, della gente seguita dagli assistenti sociali, dove le case sono alveari e gli affitti sono bassi, dove si parla un pidgin di milanese, siciliano e napoletano. Dai cui confini nessuno esce mai, nessuno studia, al massimo si fanno figli, si spaccia, si fa qualche furto e nel peggiore dei casi si muore. Figlio di genitori ragazzini che presto si separano, allevato da due coppie di nonni, cerca la sua personale via di salvezza e di riscatto, dalla predestinazione della periferia, dalla balbuzie, da tutte le cose sbagliate che incarna (colto, emotivo, omosessuale, ironico) e che lo rendono diverso.

Jonathan Bazzi è nato a Milano nel 1985. Cresciuto a Rozzano, estrema periferia sud della città, è laureato in Filosofia. Appassionato di tradizione letteraria femminile e questioni di genere, ha collaborato con varie testate e magazine, tra cui Gay.it, Vice, The Vision, Il Fatto.it. Alla fine del 2016 ha deciso di parlare pubblicamente della sua sieropositività con un articolo (“Ho l’HIV e per proteggermi vi racconterò tutto”) diffuso in occasione della Giornata Mondiale contro l’AIDS.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pasolini / di Filippo La Porta. – Bologna, Il Mulino, 2012

Pensata come complemento della «Storia della letteratura italiana» (6 voll., 2005), questa serie di «Profili» ne ripropone la formula introduttiva. Collocandolo nel quadro storico e sociale della sua epoca, ogni volume presenta uno dei grandi autori della tradizione letteraria italiana, ne discute criticamente le opere e ne illustra la poetica.

Sul corpo e sull’opera di Pasolini si sono succedute metodologie e prospettive critiche che ne hanno privilegiato, in ultimo, aspetti un tempo ritenuti eversivi: la forma incompiuta dei suoi testi, l’ossessiva presenza in essi dell’autore, il loro essere debordanti. Seguendo il filo cronologico della sua produzione e aggiornato sui recenti sviluppi del dibattito, Filippo La Porta stabilisce un confronto dialettico con le letture consolidate del poeta-saggista, da Berardinelli a Carla Benedetti, da Siti a Tricomi, fino alle più recenti analisi, senza rinunciare a formulare un’interpretazione inconsueta e originale, diversa da quelle già proposte dalla critica (estratto da L’Indice dei libri del mese)

Indice del volume: I. La formazione. – II. La fuga a Roma. – III. Poesia verso la prosa. – IV. La vocazione pedagogica. – V. Il saggista e il critico. – VI. Il sacro è la realtà stessa. – VII. L’impegno del corsaro. – VIII. Le ultime opere e la morte. – Cronologia. – Per saperne di più. – Indice dei nomi.

Filippo La Porta, critico e saggista, collabora al Corriere della Sera, al Domenicale del Sole 24 ore e al Messaggero. Ha pubblicato: Maestri irregolari (Bollati Boringhieri, 2007), Diario di un patriota perplesso negli Usa (e/o, 2008), Meno letteratura, per favore (Bollati Boringhieri, 2010) e Un’idea dell’Italia. L’attualità nazionale nei libri (Aragno, 2012).

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Saba / di Fulvio Senardi. – Bologna, Il Mulino, 2012

Pensata come complemento della «Storia della letteratura italiana» (6 voll., 2005), questa serie di «Profili» ne ripropone la formula introduttiva. Collocandolo nel quadro storico e sociale della sua epoca, ogni volume presenta uno dei grandi autori della tradizione letteraria italiana, ne discute criticamente le opere e ne illustra la poetica.

Indice del volume: I. «Sotto il cielo dell’altra sponda»: Saba, poeta triestino. – II. Caratteri della poesia di Saba. – III. Fasi, temi e forme del Canzoniere. – IV. Il tavolo della prosa. – Cronologia. – Per saperne di più. – Indice dei nomi.

Fulvio Senardi ha insegnato nelle scuole superiori e in alcune Università europee. Fra i suoi libri ricordiamo: Il giovane Stuparich. Trieste, Firenze, Praga, le trincee del Carso (Il ramo d’oro, 2007) e Scrittori in trincea. La letteratura e la Grande Guerra (a cura di; Carocci, 2008).

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Elsa Morante / di Giovanna Rosa. – Bologna, Il Mulino, 2013

Pensata come complemento della «Storia della letteratura italiana» (6 voll., 2005), questa serie di «Profili» ne ripropone la formula introduttiva. Collocandolo nel quadro storico e sociale della sua epoca, ogni volume presenta uno dei grandi autori della tradizione letteraria italiana, ne discute criticamente le opere e ne illustra la poetica.

Indice del volume: I. La preistoria romanzesca. – II. Menzogna e sortilegio: il romanzo familiare di Elisa. – III. L’isola di Arturo: il romanzo di formazione di Arturo e Nunz. – IV. Alibi, scialli e pazzarielli. – V. Lo scandalo della Storia Romanzo. – VI. Aracoeli, il romanzo andaluso di Manuel. – Cronologia. – Per saperne di più. – Indice dei nomi.

Giovanna Rosa insegna Letteratura italiana contemporanea nell’Università Statale di Milano. Fra le sue pubblicazioni segnaliamo: Cattedrali di carta. Elsa Morante romanziere (20062) e Il patto narrativo. La fondazione della civiltà romanzesca in Italia (2008), edite dal Saggiatore.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Primo Levi / di Mario Porro. – Bologna, Il Mulino, 2017

Indice del volume: Indice: Introduzione. – I. Il sistema periodico: la formazione di un chimico. – II. Se questo è un uomo: il testimone. – III. La tregua: l’odissea del ritorno. – IV. Storie naturali e Vizio di forma: l’ombra della Tecno-Scienza. – V. La chiave a stella: le avventure del mestiere. – VI. La ricerca delle radici e L’altrui mestiere: il terzo- istruito. – VII. Se non ora, quando? Un romanzo della Resistenza. – VIII. Ad ora incerta: scrittura e poesia. – IX. I sommersi e i salvati: pensare il lager. – Conclusione. – Cronologia. – Per saperne di più. – Indice dei nomi.

Mario Porro insegna presso il Liceo Fermi di Cantù. È autore di «Letteratura come filosofia naturale» (Medusa, 2009), dedicato a Calvino, Gadda e Primo Levi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

A fior di pelle / Chiara Carminati, Massimiliano Tappari. – Roma, Lapis edizioni, rist. 2019

Un libro di rime e immagini per piccoli momenti di gioco tra grandi e bambini. La pelle disegna il nostro confine, ma è anche il punto di contatto tra noi e il mondo. Sulla pelle si sente, si tocca, si gioca: musica di parole e ironia di immagini per nominare e coccolare le parti del corpo. Tieni il libro davanti a te. Riconosci i dettagli fotografati e leggi ad alta voce le rime mentre massaggi il tuo bambino.

Chiara Carminati è traduttrice, scrittrice di libri per adulti e ragazzi, aurtrice di poesie, canzoni e testi teatrali. È stata candidata al Premio Internazionale Hans Christian Andersen 2016. Tra i suoi libri più recenti si ricordano: i romanzi Fuori fuoco (Bompiani), che ha ricevuto numerosi premi, e Le 7 arti in 7 donne (Mondadori); la raccolta di poesie Viaggia verso. Poesie nelle tasche dei jeans (Bompiani); i libri per bambini Luna di gelato sole caramello (Carthusia), La signora degli abissi. Sylvia Earle si racconta (Editoriale Scienza), Il carnevale degli animali (Rizzoli), Le avventure di Augusta Snorifass (Mondadori).

Massimiliano Tappari è fotografo, poeta, autore e camminatore, scrive e illustra libri utilizzando tecniche diverse. Lettore dello spazio, conduce “workshop di stupore a km zero” in giro per l’Italia, stimolando bambini e adulti a usare la creatività e a cogliere il lato fantastico della vita quotidiana e dell’ambiente circostante. I suoi ultimi libri sono Coffee Break (Corraini), Parto. Diario di 9 mesi in aria. Diario di 9 mesi in acqua, con Chiara Carminati (Franco Cosimo Panini), Gli occhi degli alberi, con Chicca Gagliardo (Ponte alle Grazie), Miramuri, con Alessandro Sanna (Terre di Mezzo). Mostre delle sue opere sono state ospitate alla Casina di Raffaello a Roma, alla Fondazione Remotti di Camogli (nell’ambito del Premio Skiaffino) e al PAN – Palazzo delle Arti Napoli.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Un mare di tristezza / di Anna Iudica, Chiara Vignocchi e Silvia Borando. – Reggio Emilia, Minibombo, 2016

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Un giorno in fondo al mare un pesciolino si sentiva triste e sconsolato. Decise allora di fare una bella nuotata per tirarsi su il morale.

Età di lettura: da 3 anni.

Anna Iudica è nata nel 1980 in un piccolo paesino svizzero. Ora vive a Catania, tra il fuoco dell’Etna e il mare. Da piccola sognava di fare l’esploratrice o la veterinaria e di avere una fattoria tutta sua; adesso, invece, lavora nel settore dell’infanzia come maestra, educatrice e insegnante del doposcuola. Ha sempre dei granelli di sabbia nelle scarpe e non riuscirebbe mai a vivere lontana dal mare.

Chiara Vignocchi è nata nel 1982. Da piccola voleva fare la dattilografa, pur ignorando quasi del tutto il significato della parola. Da grande fa l’insegnante di scuola media e lavora nella redazione di minibombo. Vive a Reggio Emilia e ha un debole per il purè di patate.

Silvia Borando è nata nel 1986. Da piccola voleva fare la parrucchiera per tingere i capelli di fucsia alla zia. Da grande mantiene la sua passione per i colori lavorando come grafica nello studio TIWI; coordina inoltre il progetto minibombo. Vive tra Trecate e Reggio Emilia e il suo animale preferito è il riccio.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando sarò grande! / testo di Caroline & Virginie, illustrazioni di Lucile Ahrweiller. – San Dorligo della Valle (TS), Edizioni EL, 2019

Maestro, medico, pasticcere… ogni coniglietto ha il suo mestiere preferito. Ognuno di loro sogna, per quando sarà grande, di fare un lavoro davvero speciale! Avventure, divertimento, tenerezza e mille scoperte. Un mondo di StoriELle da leggere e da ascoltare!

Età di lettura: dai 3 anni

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Gelato! / di Elisabetta Pica e Silvia Borando. – Reggio Emilia, Minibombo, 2018

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Un piccolo protagonista ostinato e bizzoso insiste nella richiesta di un gelato all’adulto di turno, che glielo nega senza troppi giri di parole. Allo scatenarsi dei capricci più disparati si avvicenderanno altrettante emozioni, in una escalation di rabbia che esploderà nella diplomatica quanto inattesa conclusione.

Età di lettura: dai 3 anni

Elisabetta Pica è nata nel 1960. Da piccola voleva fare lo scienziato per capire come funziona una sveglia. Da grande inventa laboratori per bambini e conduce esperimenti culinari che pubblica sul suo blog “A casa di Eli per l’ora del tè”. Vive a Cesate con il marito e un beagle di nome Flick.

Silvia Borando è nata nel 1986. Da piccola voleva fare la parrucchiera per tingere i capelli di fucsia alla zia. Da grande mantiene la sua passione per i colori lavorando come grafica nello studio TIWI; coordina inoltre il progetto minibombo. Vive tra Trecate e Reggio Emilia e il suo animale preferito è il riccio.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Bee bee la pecora astuta / di Mark e Rowan Sommerset. – Milano, Valentina edizioni, 2019

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La piccola Bee Bee si stava annoiando, quando arrivò il tacchino Tontolino. Impossibile resistere all’idea di fargli uno scherzetto!

Età di lettura: da 3 anni.

Mark e Rowan Sommerset vivono a Waiheke Island, Nuova Zelanda dove creano albi illustrati vincitori di numerosi premi. I loro libri sono scritti e illustrati per grandi e piccini e sono stati tradotti e pubblicati in tutto il mondo.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Adoro la limonata / di Mark e Rowan Sommerset. – Milano, Valentina edizioni, 2015

Dopo essere caduto nel tranello della pecora Bee Bee, il tacchino Tontolino decide che è tempo di vendetta. Riuscirà a darla a bere alla sua astuta amica?

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Età di lettura: da 3 anni.

Mark e Rowan Sommerset vivono a Waiheke Island, Nuova Zelanda dove creano albi illustrati vincitori di numerosi premi. I loro libri sono scritti e illustrati per grandi e piccini e sono stati tradotti e pubblicati in tutto il mondo.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Il signor Tigre si scatena / di Peter Brown. – Milano, Il Castoro, 2017

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Una storia piena di humor e coraggio per ricordarci l’importanza di essere se stessi!
Il signor Tigre è sempre stato molto distinto ed elegante, come tutti gli abitanti della sua città. Ma da un po’ di tempo si sente infelice: vorrebbe tanto lasciarsi andare, correre, divertirsi, insomma… sentirsi libero di essere ciò che è davvero! Non ne può più di seguire ciò che fanno gli altri, così un giorno prende una decisione matta: andrà a vivere nella giungla! All’inizio, i suoi amici credono che sia impazzito, ma presto impareranno ad apprezzare il suo coraggio e la sua unicità. E tutti capiranno che ognuno è bello per ciò che è.

Il signor Tigre abita in una cittadina grigia e anonima. I suoi abitanti si assomigliano tutti; si vestono in modo simile, si comportano in modo formale e rispettoso, sono sempre estremamente educati e persino i loro piccoli giocano in modo tranquillo e pacato. La cosa sembra andare bene a tutti, tranne al signor Tigre, che invece sente il forte desiderio di divertirsi e di lasciarsi andare e non riesce più a vivere in quelle condizioni. All’inizio il suo cambiamento riguarda solamente il modo di camminare: dalla posizione eretta si mette a quattro zampe e già inizia a sentirsi meglio. Poi però, questo apparentemente piccolo cambiamento lo trasforma in un animale più selvatico e più libero; più libero di arrampicarsi, di correre, di giocare, e dato che la cosa non piace a nessuno ma anzi infastidisce tutti quanti, ad un certo punto è costretto ad andarsene dalla città e a rifugiarsi nella selva. Senza abiti addosso, corre, salta, ruggisce, scopre un mondo colorato e rilassato, in cui sente di essere finalmente se stesso e di stare nel posto giusto per la prima volta. Ad un certo punto però la nostalgia degli amici e di casa comincia, a poco a poco a farsi sentire e decide così di tornare in città, ma una volta arrivato scopre, con sorpresa, che anche lì le cose stanno cominciando a cambiare.

Un albo illustrato per raccontare la ricerca della propria identità e l’importanza di saperla coltivare, a volte anche contro le regole dell’ambiente in cui si vive. Ogni bambino può riconoscersi nel signor Tigre e può avvertire lo stesso bisogno di manifestare le proprie opinioni e il proprio carattere; compito dell’adulto sarà quello di aiutarlo in questa sua ricerca, cercando di evitare giudizi e critiche e facendo in modo di assecondare la sua natura. Essere liberi di diventare ciò che si vuole essere, ciò che si è, e avere il coraggio di manifestarlo può aiutarci in realtà a scoprire che anche qualcun altro prova, in fondo, lo stesso desiderio ma gli manca la forza per ammetterlo, con se stesso e con gli altri. Illustrazioni su sfondi bianchi, inizialmente caratterizzate da colori scuri e neutri, dove ad emergere è solo il colore del pelo della tigre, che diventa via via più riconoscibile man mano che il protagonista accetta di essere quello che è; compaiono poi i colori verdi del bosco a raccontare la libertà ritrovata dal protagonista. Peter Brown ha già vinto numerosi ed importanti premi con i suoi libri per bambini, e anche questo albo ha ricevuto diversi riconoscimenti (articolo di Barbara Balduzzi).

Età di lettura: da 3 anni.

Vincitore del Boston Globe Horn Book Award
Vincitore del Golden Kite Award
Vincitore del Bull-Bransom Award
Vincitore del E.B. White Read Aloud Honor
Selezionato come Wanda Gag Read Aloud Honor Book
Selezionato come ALA Notable Book

Peter Brown è diventato autore e illustratore di libri per bambini, dopo aver lavorato a diverse serie animate per la TV. I suoi libri si trovano spesso nelle classifiche dei bestseller del «New York Times» e gli sono valsi importanti premi e riconoscimenti, tra cui il Caldecott Honor, l’Horn Book Award e due E.B. White Awards. Peter vive a New York.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

Mangia i piselli / Kes Gray & Nick Sharratt. – Milano, Salani, 2017

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Che cosa darà la mamma a Daisy se mangerà i piselli? Un gelato in più, un piccolo elefante e anche una fabbrica di cioccolato. Ora Daisy mangerà i piselli? O riuscirà a confondere la mamma?

Età di lettura: da 3 anni.

Kes Gray nato nel 1960 a Chelmsford (Regno Unito), è un premiato autore di libri per bambini. Per i libri di Daisy ha vinto il Children Book Award.

Nick Sharratt nato nel 1962 a Bexleyheath (Regno Unito), è un illustratore e autore di libri per bambini, il cui lavoro è diviso tra l’illustrazione per gli scrittori, in particolare Jacqueline Wilson e Jeremy Strong, ma anche Giles Andreae, Julia Donaldson e Michael Rosen.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

A me gli occhi! Cucù chi sono? / progetto e testi di Maria Loretto Giraldo, illustrazioni di Nicoletta Bertelle. – Milano, La Coccinella, 2019

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“A me gli occhi”, un libro dedicato ai bambini dai due ai cinque anni, in cui le illustrazioni, fresche e colorate, hanno uno stile deciso particolarmente vicino al gusto infantile e invitano subito alla scoperta, attraverso il gioco. I buchi, infatti, che sono due come gli occhi di diversi animali, svelano solo una parte delle immagini per incuriosire il bambino e, insieme al testo, spingerlo ad indovinare!

Età di lettura: da 2-5 anni.

Maria Loretta Giraldo. È nata a Vallonga (Padova), dove si dice anticamente sia stato sepolto un carro tutto d’oro. Ha una vera passione per le filastrocche, che semina ovunque, e sempre “filando filastrocche” ha scritto anche numerose favole e racconti per il Messaggero dei Ragazzi e per altri giornali. Ha pubblicato, con editori diversi italiani ed esteri, libri che parlano di extraterrestri presuntuosi, di sabine rapite, di mostri in cerca di casa, di nonne e bisnonne, di bambine dai capelli rossi, di Babbi Natali, di Streghebeghe e moltissime fiabe di animali sciocchi o sapienti, che sanno insegnare.

Nicoletta Bertelle.  È nata a Padova, dove si è diplomata presso l’Istituto d’Arte. Ha frequentato corsi con noti illustratori come Stepan Zavrel, Emanuele Luzzati e Jozef Wilkon. Ha illustrato più di quaranta libri, di cui è stata spesso anche autrice dei testi, per diverse case editrici, come Bohem Press, Arka, San Paolo, Fatatrac, Giunti, Edizioni Messaggero Padova, Fabbri e Grimm Press. Il suo libro Un nuovo amico di Anna è stato selezionato nei White Ravens dalla Internationale Jugendbibliothek di Monaco. Per sei anni ha collaborato con il giornalino La Giostra di Roma. Nicoletta è ideatrice del Progetto Didattico della rassegna internazionale di illustrazione I Colori del Sacro (Padova). La RAI ha tratto da un suo libro un cartone animato. Oltre all’illustrazione si dedica alla pittura su legno e alla creazione di scenografie e installazioni.

 


 

 

 

 

 

 

 

 

L’uccellino fa… / di Soledad Bravi. – Milano, Babalibri, 2019

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Cartonato. Ecco un libro di suoni e di rumori che divertirà molto i più piccoli e li accompagnerà nelle prime esperienze linguistiche. Un ricco panorama di suoni quotidiani più o meno consueti, associati a illustrazioni semplici ed evocative con colori pieni e contorni netti ben delineati. Sono queste infatti le caratteristiche essenziali per appassionare i giovanissimi lettori e introdurli al mondo della letteratura.

Età di lettura: da 1 anno.

Soledad Bravi. Nasce a Parigi nel 1965. Diplomatasi alla Scuola d’Arte e di Grafica comincia a lavorare nel campo della pubblicità. La passione per il disegno la porta nel mondo editoriale, e comincia a illustrare libri soprattutto per bambini e ragazzi, e un po’ per i giornali di moda.


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